Molti se lo chiedono, come si valuta un sito web, quanto vale??? Bhè su internet puoi trovare vari siti che attraverso complicati calcoli danno una valutazione economica di un sito, uno di questi è questo è chiaro che funziona alla grande, io infatti l'ho provato ed ecco quà il risultato OOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO OOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO
Povero Cristo, difeso dai preti come suppellettile e raccoglitore di polvere nei luoghi pubblici e da tutti dimenticato come Uomo-Dio che accoglie tutti e dichiara che sono beati i poveri, i miti, coloro che piangono, i costruttori di pace, i perseguitati, gli affamati! Povero Cristo, difeso dagli adoratori del dio Po e di Odino che ne fanno un segno di civiltà, mentre lasciano morire di fame e di freddo poveri sventurati in cerca di uno scampolo di vita. Povero Cristo, difeso dalla “ministra” Gelmini che trasforma il Crocifisso in un pezzo di tradizione “de noantri”, esattamente come la pizza, il pecorino, i tortellini. Povero Cristo, difeso da Bertone che lo mette sullo stesso piano delle zucche traforate.
-Tratto da un'articolo di Paolo Farinella, prete -
Il Comune di Anghiari e il Museo Statale di Palazzo Taglieschi organizzano la mostra della scultrice di origine argentina Gloria Argelés intitolata "Ritratti in rete" con il patrocinio della Regione Toscana e della Provincia di Arezzo.La mostra sarà inaugurata sabato 10 ottobre 2009 alle ore 18,00 dal Sindaco di Anghiari Danilo Bianchi e dal Direttore del Museo Statale di Palazzo Taglieschi Paola Refice proseguirà fino al 10 gennaio 2010.Gloria Argelés è nata a Cordoba (Argentina).Fino al1970 ha vissuto a Buenos Aires ed ha frequentato la Escuela Superior de Bellas Artes "Ernesto de la Carcova", ottenendo nel 1968 il Primo Premio di Scultura e nel 1969 la borsa di studio per la scultura del Fondo Nacional de las Artes. Nel 1970 vince una borsa di studio Fullbright per la San Francisco Valley School, Stati Uniti, alla quale rinuncia per accettare il Premio " Francisco Romero" per giovani scultori che ottiene nello stesso anno, con una borsa di perfezionamento per l'Italia che porterà a termine nel 1971.Dal 1971 al 1973 compie numerosi viaggi in Europa occidentale e orientale e anche Unione Sovietica, stabilendosi quindi definitivamente a Roma nel 1973.Nel 1978 vince il Primo Premio di Scultura Internazionale Seregno-Brianza, con una personale alla Rotonda della Bessana a Milano. Nell 1988 ottiene il Premio Città di Campobello Mazara e nel 1990 il Premio Ginestra d'oro ad Ancona.Realizza numerose mostre personali e collettive in Italia (gall. Gian Ferrari, Milano, Galleria Giulia, Roma, galleria Forni, Bologna) e all'estero. Tra le personali più significative , mostra Antologica, alla Galleria Comunale d'Arte Contemporanea, Arezzo1984, "H-ombre", al Palazzo delle Esposizioni , Roma 2001, "Memorie Alchemiche", Rocca Albornoziana, Forlì-Cesena 2002," Disegni Virtuali" , Loggiato di San Bartolomeo, Palermo 2004. Tra le collettive"Una situazione, nove testimonianze", Palazzo della Permanente, Milano 1978, "Genesi e processo dell'immagine", Palazzo della Permanente, Milano 1979, "Arte e critica", Galleria Nazionale di Arte Moderna, Roma 1980, "Giovani e maestri" Istituto Italo Latino Americano, Roma1986, XI Quadriennale d'Arte, Roma 1986,"Arte Argentina dalla Indipendenza ad oggi", Istituto Italo Latino Americano, Roma1987, "Die Kraft der Bilde", Martin Gropius- Bau, Berlino 1996, "38 proposte per l'allestimento di Piazza Augusto Imperatore", Palazzo delle Esposizioni, Roma 2001.Vive e lavora tra Roma ed Anghiari (AR).Gloria Argelés"Ritratti in rete"Museo Statale di Palazzo Taglieschi, Piazza Mameli 16, Anghiaritel.0575788001Saletta Expo, via GaribaldiAnghiari 52031 (AR)dal 10 ottobre 2009 al 10 gennaio 2010aperto da martedì a sabato dalle ore 8.30 alle ore 19.00domenica dalle 8,30 alle 13,00
Si tratta di un MMORPG ovvero potrei definirlo un gioco multiplayer d'azione in tempo reale. È necessario per prima cosa scaricare il Client che servirà per collegarsi quando vorremo al server del gioco, infatti non è possibile giocare senza un buon collegamente alla rete.
Inspirato dai racconti di Gerson Lodi-Ribeiro, celebre scrittore brasiliano di fantascienza e ispiratore del consulente per l'universo immaginario, la linea temporale principale del gioco si svolge attraverso i progressi e le difficoltà che hanno portato l'umanità a rischio nel Taikodom - raggiungere la conquista dello spazio. Cerca su Scienza e Tecnologia, Space Society, Human Space e eventi storici sono raccolte presso il dispositivo di rete Hypathia - sorta di "enciclopedia neurale" - che offre più di 150 voci messe insieme come vero e proprio cervello interconnesso. In archivio, i visitatori possono consultare in particolare i documenti selezionati da un personaggio enigmatico e audace, I' Archivista. Egli condivide le sue più profonde preoccupazioni, i timori e dubbi sulle idee cicli storici di Taikodom, spesso anche controverse "opinioni" e diverse versioni dei fatti. Eppure, egli promette ancora una bella sorpresa alla fine della strada.
E' successo, è ufficiale Paologa è nella rete.Questa cosa la posso affermare perché io c'ero, l'8 aprile nel tardo pomeriggio, ho visto che la macchina era collegata e i dati affluivano correttamente, Paologa è nella rete quello vero. L'iscrizione a facebook gliel'ha fatta d'ufficio il tecnico che gli ha installato l'ADSL. perciò ritengo opportuno che questo sia l'ultimo articolo pubblicato da Paologa io. Ho utilizzato questo nik fin dal 96 quando non c'era l'adsl e in rete si entrava con priiiiibududububududbuuuprubru... a 28,8kbaud e ancora non c'era la tariffa urbana a tempo qui ad anghiari, con uno scatto potevi stare collegato per ore e ore. Ora che il vero Paologa è online non posso più utilizzare questo nik perché si rischiano fraintendimenti perciò lo Abbandono. Da ora in poi mi firmerò quà Anghiarino. Per quanto riguarda Paologa, quello vero, Benvenuto in rete non avere fretta e vedrai che presto riuscirai a districarti fra le molte opportunità che la rete ti può offrire
Autore : Paologa
Domenica, 12 Aprile 2009 - 14:48
Starsonata
Ora che tribal ha annunciato, non senza le dovute polemiche, la sua uscita di scena dal mondo dei browser games è obbligatori cercare qualcos'altro, per ora la mia scelta è ricaduta suCredo che possiamo classificare Starsonata nella categoria dei giochiMMOG = Massively Multiplayer On-line Game = Multi giocatore on-line di massaPer poter giocare è necessario scaricare il software gratuitamente da www.starsonata.com circa 37MB ed installarlo nel proprio computer.l'iscrizione e i primi 20 livelli sono gratuiti e permettono all'utente di valutare se il gioco è per lui o no.Nei primi livelli ti verrà chiesto di portare a termine semplici missioni di commercio, di diplomazia, o anche di combattimento fino a quando sarai chiamato a decidere il ruolo in cui sei più portato che può variare da commerciante, addetto alla sicurezza, comandante di stazione, esterto minerario ecc.La grafica è 2D molto leggera, non entusiasmante ma fluida e gradevole e lo sviluppo del gioco è interessante.
Autore : Paologa
Lunedì, 2 Febbraio 2009 - 17:27
Un simpatico giochino
da provare a qualche festa tanto per sfidare la forza di gravità. Filmate le vostre prove e vediamo chi stabilisce un nuovo record.
Tribalwars è un web-game gestionale gratuito ambientato in un'epoca remota dove tu gestisci un villaggio durante tutta la sua evoluzione.
Il compito è quello di gestire risorse necessarie allo sviluppo ma anche difendere il tuo villaggio e attaccare altri villaggi per razziare le risorse altrui.
Puoi inoltre fondare o aderire ad una tribù che non è altro che un'insieme di giocatori riuniti in un'alleanza.
Occhio che come tutti i web-game può portare a dipendenza...
se volete sfidarmi cercate Anghiarino sul mondo speed.
Buon Tribal
Autore : Paologa
Mercoledì, 4 Giugno 2008 - 02:27
Un applauso alla parola"Gratis"
Fra le tante novità che allietano il nostro paesello turistico ce nè una anche in Pineta, è finalmente stato attivato un hot-spot wi-fi.
Per prima cosa cercherò di spiegare di cosa si tratta, diciamo che un'hot-spot wi-fi permette a chi è dotato di un computer con appunto un ricevitore wi-fi, ma anche più semplicemente un cellulare di penultima* generazione, di poter accedere alla rete internet e navigare, scaricare posta, ma anche utilizzare programmi per comunicare tipo messanger, skype ecc.
L'hot-spot attivo in pineta è un hot-spot particolare, è un'hot-spot FON, in pratica chi condivide tramite FON la propria connessione può accedere gratuitamente all'hot-spot della pineta ma anche in tutti gli hot-spot FON del mondo. La cosa mi sembra interessante, riporto una breve spiegazione tratta dal sito FON.
FON è la più grande Community WiFi nel mondo. FON è una Community di persone che rendono il WiFi gratis e universale. La nostra visione è che il WiFi ovunque sia possibile grazie ai membri della Community, i Foneros. Condividiamo parte della nostra connessione di casa e otteniamo accesso gratis nei FON Spots della Community nel mondo!
*SICURAMENTE MENTRE SCRIVO HANNO SFORNATO UN'ALTRA GENERAZIONE DI CELLULARI
Autore : Paologa
Mercoledì, 28 Maggio 2008 - 11:09
MERCOLEDI 28 MAGGIO APRE LA PINETA
È PREVISTA PER MERCOLEDÌ 28 MAGGIO L'APERTURA DELLA STAGIONE ESTIVA DELLA PINETA
Autore : Paologa
Domenica, 25 Maggio 2008 - 13:17
Smaltimento rifiuti... sarà vero???
Ho trovato quest'articolo che copio incollo integrale... la fonte mi sembra attendibile ed è nientepopòdimenoche il nostro CNR NOTIZIA DEL 7 GENNAIO 2008.
Leggete un po' e poi spiegatemi perché, se fosse vera, una notizia del genere non viene riportata da tutti i giornali e mezzi di comunicazione in genere mentre, al contrario, se fosse falsa è comunque pubblicata nel sito ufficiale del CNR senza che nessuno la smentisca.
comunque questo e il video fonte TG3 PIXEL
in ogni caso copio e incollo
Quanto sia oneroso e problematico il trattamento dei rifiuti, lo dimostra la “tragedia” della Campania alla quale media e istituzioni stanno prestando la loro allarmata attenzione in questi giorni. Ma i rifiuti solidi urbani, com’è noto, possono rappresentare anche una risorsa. In questa direzione va Thor, un sistema sviluppato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche insieme alla Società ASSING SpA di Roma, che permette di recuperare e raffinare tutti i rifiuti e trasformarli in materiali da riutilizzare e in combustibile dall’elevato potere calorico, senza passare per i cassonetti separati della raccolta differenziata.
Un passo oltre la raccolta differenziata e il semplice incenerimento, con cui i rifiuti diventano una risorsa e che comporta un costo decisamente inferiore a quello di un inceneritore. Thor (Total house waste recycling - riciclaggio completo dei rifiuti domestici) è una tecnologia ideata e sviluppata interamente in Italia dalla ricerca congiunta pubblica e privata, che si basa su un processo di raffinazione meccanica (meccano-raffinazione) dei materiali di scarto, i quali vengono trattati in modo da separare tutte le componenti utili dalle sostanze dannose o inservibili.
Come un ‘mulino’ di nuova generazione, l’impianto Thor riduce i rifiuti a dimensioni microscopiche, inferiori a dieci millesimi di millimetro. Il risultato dell’intero processo è una materia omogenea, purificata dalle parti dannose e dal contenuto calorifico, utilizzabile come combustibile e paragonabile ad un carbone di buona qualità.
“Un combustibile utilizzabile con qualunque tipo di sistema termico”, aggiunge Paolo Plescia, ricercatore dell’Ismn-Cnr e inventore di Thor, “compresi i motori funzionanti a biodiesel, le caldaie a vapore, i sistemi di riscaldamento centralizzati e gli impianti di termovalorizzazione delle biomasse. Infatti, le caratteristiche chimiche del prodotto che viene generato dalla raffinazione meccanica dei rifiuti solidi urbani, una volta eliminate le componenti inquinanti sono del tutto analoghe a quelle delle biomasse, ma rispetto a queste sono povere in zolfo ed esenti da idrocarburi policiclici”. E’ possibile utilizzare il prodotto sia come combustibile solido o pellettizzato oppure produrre bio-olio per motori diesel attraverso la ‘pirolisi’. L’impianto è completamente autonomo: consuma infatti parte dell’energia che produce e il resto lo cede all’esterno.
Il primo impianto THOR, attualmente in funzione in Sicilia, riesce a trattare fino a otto tonnellate l’ora e non ha bisogno di un’area di stoccaggio in attesa del trattamento; è completamente meccanico, non termico e quindi non è necessario tenerlo sempre in funzione, anzi può essere acceso solo quando serve, limitando o eliminando così lo stoccaggio dei rifiuti e i conseguenti odori. Inoltre, è stato progettato anche come impianto mobile, utile per contrastare le emergenze e in tutte le situazioni dove è necessario trattare i rifiuti velocemente, senza scorie e senza impegnare spazi di grandi dimensioni, con un costo contenuto: un impianto da 4 tonnellate/ora occupa un massimo di 300 metri quadrati e ha un costo medio di 2 milioni di euro.
L’impianto può essere montato su un camion o su navi. In quest’ultimo caso, la produttività di un impianto imbarcato può salire oltre le dieci tonnellate l’ora e il combustibile, ottenuto dal trattamento, reso liquido da un ‘pirolizzatore’, può essere utilizzato direttamente dal natante o rivenduto all’esterno.
“Un impianto di meccano-raffinazione di taglia medio-piccola da 20 mila tonnellate di rifiuti l’anno presenta costi di circa 40 euro per tonnellata di materiale”, spiega Paolo Plescia. “Per una identica quantità, una discarica ne richiederebbe almeno 100 e un inceneritore 250 euro. A questi costi vanno aggiunti quelli di gestione, e in particolare le spese legate allo smaltimento delle scorie e ceneri per gli inceneritori, o della gestione degli odori e dei gas delle discariche, entrambi inesistenti nel Thor. Quanto al calore, i rifiuti che contengono cascami di carta producono 2.500 chilocalorie per chilo, mentre dopo la raffinazione meccanica superano le 5.300 chilocalorie”.
Un esempio concreto delle sue possibilità? “Un’area urbana di 5000 abitanti produce circa 50 tonnellate al giorno di rifiuti solidi”, informa il ricercatore. “Con queste Thor permette di ricavare una media giornaliera di 30 tonnellate di combustibile, 3 tonnellate di vetro, 2 tonnellate tra metalli ferrosi e non ferrosi e 1 tonnellata di inerti, nei quali è compresa anche la frazione ricca di cloro dei rifiuti, che viene separata per non inquinare il combustibile”. Il resto dei rifiuti è acqua, che viene espulsa sotto forma di vapore durante il processo di micronizzazione. Il prodotto che esce da Thor è sterilizzato perché le pressioni che si generano nel mulino, dalle 8000 alle 15000 atmosfere, determinano la completa distruzione delle flore batteriche, e, inoltre, non produce odori da fermentazione: resta inerte dal punto di vista biologico, ma combustibile”.
Un’altra applicazione interessante di Thor, utile per le isole o le comunità dove scarseggia l’acqua potabile, consiste nell’utilizzazione dell’energia termica prodotta per alimentare un dissalatore, producendo acqua potabile e nello stesso tempo eliminando i rifiuti soldi urbani.
Roma, 7 gennaio 2008
La scheda Che cosa: Thor (Total house waste recycling) sistema per il recupero e la raffinazione dei rifiuti solidi urbani Chi: Istituto di studi sui materiali nanostrutturati (Ismn) del Cnr Per informazioni: Paolo Plescia, Istituto di studi sui materiali nanostrutturati (Ismn) del Cnr, tel. 06.90672826, e-mail: paolo.plescia@ismn.cnr.it, p.plescia@assing.it
Se avete letto il tutto magari inviate un vostro commento, fra l'altro l'impianto medio-piccolo di cui parlano sopra sarebbe preciso per il nostro paesino e si specifica che i costi sono meno che la metà della messa in discarica e oltre 8 volte inferiori all'incenerimento...
Da tempo oramai la nostra amata banca del paese, quella differente, offre a noi poveri un gradito servizio di misurazione del tempo, molte volte io stesso grazie a questo preciso strumento mentre stavo perdendo del tempo al bar mi sono accorto che oramai mancavano solo 10 alle 4 e per fortuna sono rientrato a casa rischiando di perdere il programma di Alda.
Purtroppo però il governo continua ad aderire a questa inutile convenzione dell'ora legale senza che nessuno si occupi di aggiornare questo prezioso dispositivo che tantissime volte abbiamo consultato inconsciamente senza renderci conto del grossissimo lavoro di manutenzione che c'è dietro un servizio così preciso.
Una persona nasce diversa, o lo diventa, per volontà dell'uomo, perché altri hanno fatto sì chelo diventi. E ciò può accadere perché l’uomo può nuocere all’uomo per diversi motivi:ignoranza, egoismo, presunzione, indifferenza, violenza, superficialità, ottusità... e la diversitàdi partenza può accrescersi ancora più perché il sistema non la reputa funzionale e produttivaai propri fini.È solo a partire da una sostanziale modifica di un’etica e di una prassi degli atteggiamenticomplessivi nei confronti dell'altro (e quindi anche dell'uni-verso di-verso), che si può veramentecominciare a parlare di integrazione e di uguaglianza.La presa in carico del problema "altro" da parte della comunità, ha una storia recente e si staancora delineando; necessita sempre più una coscienza civile e interiore che sta muovendo iprimi passi. Manca in maniera macroscopica la prevenzione ed è ancora troppo deficitarial'integrazione nella scuola, nel lavoro, nello sport, nel tempo libero, nel quotidiano.La maggior parte dei modelli sociali basati sulla prestazione, strutturano le persone in gerarchieper classi sociali e per generazioni. Anche i diversi vengono classificati e gerarchizzati, non solorispetto ai cosiddetti “normali”, ma anche tra di loro.Una concezione dell'esistenza prevalentemente pessimistica, ci distoglie sovente dall'evidenziaregli aspetti positivi dell’altro ed è difficile parlare di integrazione del diverso quando ancora èlontana da realizzare l'integrazione tra i cosiddetti normali.Nessuna persona va più classificata, ma compresa nella sua diversità, nel suo essere altro dame.La differenza ha origine e si accentua quando, nel rapportarmi con l'altro, lo riferisco al mioegoismo e alla mia presunzione, quasi che la sua diversità mi renda una sorta di "diodisturbato" che non è riuscito a modellare l'altro a propria immagine e somiglianza.Cominciamo ad accettare ed accogliere l'altro, chiunque e comunque sia, aiutiamolo adesprimere e a sviluppare il suo positivo per camminare e crescere insieme.Quando scopriremo le chiavi per comprendere i linguaggi che ci sono sconosciuti, perché nonappartengono ai codici della cultura dominante, capiremo che la differenza non è in colui checomunica, ma in colui che riceve la comunicazione e nell’uso di potere-dominio che viene fattodei sistemi formali di comunicazione.Allora ciascuno rivelerà la scintilla divina che lo anima e gli dà "voce".Abbandoneremo l'arroganza normocentrica poiché ci sentiremo, ciascuno, senza ali.Tutti figli prediletti di Colui che ci ha creato a sua immagine e somiglianza.Ma, soprattutto, tutti dis-abili noi costruttori della torre di Babele: poiché le lingue si sonoconfuse senza possibilità di comprensione, e ciascuno è diventato straniero all'altro.Occorre ri-fondare una nuova cultura della comunicazione “altra”, perché ciascuno diverso,possa parlarci con il suo linguaggio ancora sconosciuto, così che nel silenzio dell'ascolto dellapropria originale comunicazione, possiamo comprenderci reciprocamente.La storia umana ha come filo conduttore la ricerca della diminuzione degli handicap con i qualil'uomo nasce da sempre. Ma, per quanto s’intervenga e si riduca l’handicap, non si puòcambiare l’uomo in qualcos’altro: non saremo mai uccelli, o pesci, o dei.Possiamo solo provare ad usare l'originalità e la generatività degli infiniti linguaggi nelle loromanifestazioni e organizzazioni plurime, per trovare quello adatto a comprendere l’altro, con isuoi modi e i suoi tempi, con un atteggiamento di attesa verso la com-prensione., la comunicazione,la com-unione, nella direzione di una (almeno parziale) pentecoste.Scopriremo così che ciascuno ha qualcosa da dire e da insegnare.È per questo che usiamo qui il linguaggio delle parole, delle immagini e dei suoni che arrivanosoprattutto ai cuori. E restiamo in attesa delle parole, dei colori, dei suoni, perché ciascunopossa usare il suo linguaggio per “avere voce”.
L'iniziativa, serissima, ha la forma di una "istanza di matrimonio" I firmatari si dicono in possesso dei "requisiti richiesti", sorriso compreso
Precarie dal "lodevole sorriso" chiedono la mano di Pier Silvio L'idea di un gruppo di ragazzi con contratti part time dopo il caso dei consigli del Cavaliere alla ragazza che in tv gli ha chiesto di risolvere i suoi problemi di CLAUDIA FUSANI
Pier Silvio Berlusconi, primogenito del Cavaliere
ROMA - Stavolta Silvio l'ha fatta grossa. Ma così grossa che potrebbe costringere il primogenito Pier Silvio a passare le prossime settimane a smistare richieste di matrimonio e/o richieste di assegni di mantenimento. C'è un esercito di precari e precarie infatti che ha deciso di prendere in parola i consigli del Cavaliere. Ed avendo tutti i requisiti richiesti, dalla condizione di co.co.pro a quella di un sorriso dolce, rassicurante e magnetico, chiedono di sposarlo. O, in alternativa, di essere da lui mantenuti.
Stavolta il Cavaliere non può certo lamentarsi di mancanza di ironia e assenza di humour. Capirà, ad esempio, che la condizione di precario aiuta ad allenare l'ingegno e a sfruttare ogni minimo appiglio che può sbucare fuori all'improvviso nella fluida e incerta vita da precario. Un appiglio come una dichiarazione del candidato premier pronunciata in diretta tivù. Silvio ha suggerito alla giovane che la soluzione dei suoi problemi di lavoratrice co.co.pro e part time è sposare un miliardario? O il figlio di Berlusconi? Detto. Fatto.
L'idea è genialmente semplice. Ha la forma di un foglio di carta A4, la dicitura "raccomandata" ed è, nè più nè meno, che una istanza di matrimonio. Comincia così: "Oggetto: istanza di matrimonio ai sensi delle dichiarazioni del candidato premier del Pdl Silvio Berlusconi nel corso del programma "Punto di vista"del Tg2 del 13 marzo 2008".
Segue un modulo da riempire con nome e cognome, dati anagrafici, codice fiscale e la citazione integrale di quello che il Cavaliere ha detto in tivù alla giovane che gli chiedeva soluzioni per la sua vita co.co.pro: "Io, da padre, le consiglio di cercare di sposare il figlio di Berlusconi o qualcun altro del genere; e credo che, con il suo sorriso, se lo può certamente permettere". A parte la consecutio dei tempi - forse era meglio un futuro invece dell'indicativo - la dichiarazione di Berlusconi, accompagnata a sua volta dal di lui da sorriso rassicurante, non fa una piega. E non lascia spazio a dubbi.
Quindi, si legge nell'istanza, "essendo il sottoscritto o sottoscritta in possesso dei requisiti (sottolineato ndr) previsti dalle suddette dichiarazioni (precari e lodevole sorriso) chiede di potersi sposare con Lei (sic)". Non c'è fretta, ovviamente. Il Cavaliere, o qualcuno dei suoi figli, Pier Silvio ma anche il più giovane Luigi e poi chissà, anche i nipoti, possono prendersi tutto il tempo che vogliono. In attesa della cerimonia infatti, i precari dal bel sorriso chiedono "di poter essere mantenuto/a con adeguato assegno di mantentimento".
A proposito del sorriso va segnalato che i precari titolari della richiesta di matrimonio precisano in un "nota bene" che "il lodevole sorriso è un requisito acquisito a seguito dei ripetuti colloqui per i rinnovi dei contratti". Insomma, caso mai il Cavaliere non lo sapesse, questi ragazzi, molti trentenni, hanno imparato a sorridere per non piangere e per distrarre il capo del personale di turno, quello che fa i colloqui, dalla monta di rabbia, speranza e disperazione che sale dal loro stomaco su fino al volto ad ogni incontro per cercare lavoro. Allegato all'istanza c'è la foto "attestante il lodevole sorriso" di cui sopra e la dichiarazione, sorta di liberatoria, che assicura che "nessuna altra analoga istanza è stata inviata ad altro milionario". L'indirizzo è in alto a destra sul foglio: "A Pier Silvio Berlusconi-vicepresidente Mediaset-viale Europa 46, 20093 Cologno Monzese- Milano".
"Meno male che Silvio c'è" recitano i 200 camper sguinzagliati per l'Italia per la campagna elettorale. Meno male che Silvio c'è e che ha parlato in tivù, dicono i precari. Resta da capire ora - avvocati sono già al lavoro - se la dichiarazione pubblica in tv ha il valore di un'impegnativa ufficiale. Un po' come successe con il contratto con gli italiani del 2001. Allora ci fu una firma. Questa volta, in effetti, no. Però chissà... Perchè se fosse, il cavalier Berlusconi e i di lui eredi maschi sarebbero costretti, come minimo, a mantenere un sacco di precarie. Con la discriminante del sorriso.
Autore : bonco
Venerdì, 14 Marzo 2008 - 17:07
L'editoriale
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