
FONTE IL MESSAGGERO FIRENZE (22 ottobre) - La battaglia di Anghiari, quella di cui Macchiavelli disse ironicamente «Non vi morì che un uomo, il quale non di ferite né d’altro virtuoso colpo, ma caduto da cavallo e calpesto spirò», divenne famosa anche e soprattutto perché i Magistrati di Firenze, per decorare le sale di Palazzo Vecchio, la fecero dipingere a Leonardo Da Vinci. Danneggiata dal processo di essiccamento, l'opera, incompiuta, andò poi distrutta per far posto a quella del Vasari. Ora per capire se davvero sotto l'affresco di Giorgio Vasari si cela il capolavoro di Leonardo scende in campo anche la tecnologia nucleare.
Stamani, alla presenza del vicepremier e ministro per i Beni culturali Francesco Rutelli, la caccia all'affresco, che dura ormai da 500 anni, è partita ufficialmente. Tra un anno, ha annunciato Rutelli, il lavoro sarà compiuto e si potrà finalmente svelare il mistero. «Avvieremo - ha spiegato l'ingegner Maurizio Seracini - un'analisi per attivazione neutronica: punto per punto avremo una mappa che ci consentirà di vedere cosa c'è al di là del muro coperto dall'affresco vasariano»
I finanziamenti, stimati in oltre un milione di euro, arrivano tutti da sponsor privati, al momento quattro: il centro interdisciplinare di scienze per l'arte, l'architettura e l'archeologia dell'Università di San Diego, la Fondazione Renato Giunti, The Kalpa group di Loel Guiness, e l'associazione Friends of Florence. I lavori si svolgeranno tra Firenze e San Diego.
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